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150... ma non li dimostra!
10.07.2012 Rassegna Stampa

150° anniversario dell’unità d’Italia: conservare la memoria del passato per sentirsi coesi e costruire un futuro attraverso valori condivisi.

Questo il titolo del convegno, svoltosi giovedì 14 giugno presso la Sala Roma dell’UNAR in via Ulisse Aldrovandi, con cui l’associazione “Giampiero Arci – Società Civile” con il patrocinio del Municipio II Assessorato alla Cultura ha voluto fornire il proprio, ennesimo contributo al quadro delle celebrazioni organizzate in occasione dell’ importante anniversario della storia del nostro Paese. Un’iniziativa che assume una valenza forse ancor più meritoria data la particolare congiuntura storica che si sta vivendo, poiché ha voluto sottolineare, una volta di più, la grande fiducia che l’associazione e tutti i suoi amici ripongono nelle straordinarie risorse umane e culturali, di cui l’Italia dispone oggi come ieri. 

Il patrimonio culturale ed umano a cui il Paese deve fare appello, visto come un sistema di valori comuni a tutti noi e non un ricordo nostalgico dei tempi che furono. Un patrimonio che è del presente e non solo del passato. L’incontro si è tenuto all’interno di una cornice molto accattivante: Sala Roma dell’Unar impreziosita dalla suggestiva visuale panoramica che si poteva godere dalla terrazza e ha fatto registrare il “tutto esaurito”. “Sede più opportuna non poteva essere scelta quale questa dell’Unione Nazionale Regioni d’Italia e argomento più accattivante di quello che verrà affrontato, avente come tematica comune “il mondo degli esclusi”, di cui spesso non parlano i libri di storia”, ha sottolineato l’Assessore alla Cultura del Municipio II Gloria Pasquali, che ha aperto i lavori del convegno, da lei seguito con sentita partecipazione.




Questo il filo conduttore dell’incontro affrontato e nobilitato dagli interventi degli illustri relatori succedutisi con il sapiente coordinamento della moderatrice, la Prof.ssa Maria Teresa Cannizzaro. Il Presidente Onorario della Corte dei Conti, il Dott. Dario Maria Crocetta ha rimarcato il prezioso contributo offerto alla costruzione dell’edificio Italia” dal meridione e da Napoli in particolare calamitando l’attenzione dei presenti con notizie e dati statistici ai più sconosciuti; la Prof.ssa Annita Garibaldi Jallet, Presidente dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini ha ricordato con una penetrante esposizione l’indomito spirito di cui erano animate le truppe al comando di Giuseppe Garibaldi e le non poche difficoltà e impossibilità incontrate nell’accedere all’esercito regolare; il Prof. Ludovico Fulci, saggista e docente di Storia e Filosofia, ha posto l’attenzione su un approccio innovativo allo studio del nostro passato attraverso la “microstoria” soffermandosi su due omonimi: i Michele Valente dallo stesso nome e stessa sorte di esclusi, ma con vicissitudini di vita diverse: l’uno ufficiale galantuomo dell’esercito borbonico, l’altro brigante; Padre René Manenti, Direttore del Centro Studi Emigrazione di Roma, ha sottolineato l’indubbia portata del fenomeno delle grandi migrazioni di italiani verso il Nuovo Continente suffragato da testimonianze di scritti presi dal mondo degli umili.



Ognuna di queste relazioni è stata affiancata da esibizioni esemplificative canore di grande spessore quali quelle del coro Rosa Proserpio del Soratte di S.Oreste, diretto dal maestro Arman Azemoon.





I valori culturali quindi come elemento di coesione che hanno creato in quella sala una magica atmosfera di forte italianità per cui si respirava qualcosa che va oltre l’unificazione: l’orgoglio di sentirsi tutti italiani. A chiusura della manifestazione l’Inno di Mameli, seguito dai ringraziamenti della “padrona di casa”, Enrichetta Arci e la consegna ai relatori e all’Assessore di una spilla tricolore opera di Pen un artigiano italiano emigrato in America, che le ha create per l’occasione del 150° Anniversario.



 

Con questi talenti del nostro passato e con quelli che oggi abbiamo avuto la possibilità di ascoltare reputo che l’Italia non abbia nulla da temere e né da invidiare alle altre Nazioni. Basta Crederci! Mi piace guardare al passato per progettare il futuro, volendo ribadire una volta di più, la propria fiducia nei giovani, che potranno essere locomotiva del Paese se faranno propri anche i valori del nostro passato. Un messaggio di speranza e di grande ottimismo!

 Daniele Puppo

(Giovane giornalista iscritto all'associazione Giampiero Arci) 

 

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