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Il convegno per Giampiero Arci una scossa di vitalità
30.07.2011 Rassegna Stampa

Il convegno per Giampiero Arci una scossa di vitalità: da Gianni Alemanno a Bruno Astorre, da Assunta Almirante, a Gianfranco Fini.

“La politica vissuta come vocazione al servizio della società” un titolo che già dice tutto e racchiude l’approccio che il Cav. Avv. Prof. Giampiero Arci aveva in politica e nella vita. “La politica – ha detto il Sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha presieduto il convegno nella Sala della Promoteca del Comune Capitolino – per avere solide fondamenta deve possedere una base umana, sociale e di impegno professionale”. “Il percorso di Giampiero Arci – ha proseguito Alemanno nel lungo e intenso ricordo dell’amico – è da tenere bene a mente per trasmettere non solo il suo ricordo e la sua presenza ma per rammentare quali siano i passaggi, fatti bene, di metodo della politica non convulsiva e rivolta a sovrastrutture ma alle cose essenziali. Prima Giampiero rendeva forti le relazioni e vere le amicizie, poste su basi solide, poi deteneva con la sua professionalità e competenza un ruolo di carattere sociale ed operativo, quindiarrivava così alla politica. 


Rinnovare la memoria di Giampiero significa mantenere viva la direzione da mantenere”. Non è mancato un passo indietro di Alemanno per giungere ad oggi: “Ho conosciuto Giampiero negli anni ’70, quando i giovani non mettevano, noi compresi, in discussione gli ideali di libertà e della giustizia sociale, quando non vi era un ritorno personale ma sana lotta per le proprie idee. L’MSI allora aveva il 30% a Roma. Negli anni 90 si sentì la necessità di fare un esperimento politico per potere creare maggiori spazi, avocare professionalità ed esperienze diverse a favore della società e dell’impegno per il bene comune. Molti venivano dalla Democrazia Cristiana. Nacque AN. Nessuno metteva in discussione che la politica, il partito, si fondasse su certi valori, l’identità, su radici che potessero anzi dispiegarsi in un contenitore adeguato superando i limiti del passato. Tutti eravamo ansiosi di passare dall’antagonismo di destra all’attività di governo, nel pieno rispetto di tutto e di tutti, superando i limiti del passato”. “Quando poi nel 2001 – conclude Alemanno - diventai Ministro dell’Agricoltura Giampiero si era ammalato, appena cinquantenne, e mi visitò subito dopo l’intervento, due ore dopo uscito dall’ospedale. Non camminava, respirava pesante ma aveva entusiasmo, foga di fare, lui che ci ha fatto comprendere cosa voleva dire Europa, in particolare per gli enti locali, portava proposte di progetti per far giungere finanziamenti all’Italia, ai comuni, ai territori, idee concrete, operative, intelligenti. La direzione da perseguire”. Commossa per la rinnovata folta partecipazione e per le parole dei relatori la Prof.ssa Enrichetta Arci Presidente dell’Associazione Giampiero Arci, sorella di Giampiero, ha letto il messaggio di due personaggi agli antipodi ma che sentono oltremodo di essere vicini a Giampiero Arci: Donna Assunta Almirante e Gianfranco Fini. “Giampiero Arci – ha detto Assunta Almirante - indimenticabile. Un uomo gentile, che ha seguito la strada del mio Giorgio, atto al bene comune, alla difesa delle fasce più deboli, un italiano serio, che viveva la politica in modo coerente, con dedizione assoluta, e la cui vita esemplare mai nessuno potrà confutare. Il suo grande esempio trasferisce forza e coraggio”. “Giampiero Arci – ha detto il Presidente della Camera Gianfranco Fini - un importante punto di riferimento di Roma e del Lazio per quanti hanno inteso la politica come impegno disinteressato, attento ai bisogni dei soggetti deboli, dei diritti umani, con un’ampia forma di partecipazione democratica”. “Parole che fanno ben comprendere come la politica, anch’essa una chiamata poichè la chiamata non è solo alla vocazione sacerdotale, è una chiamata ad un impegno per il bene comune ove la politica va intesa come servizio al cittadino ed alla persona – ha detto mons. Walter Trovato Cappellano Polizia di Stato e del Sovrano Militare Ordine di Malta – ed ove le autorità devono promuovere lo sviluppo e la tutela della persona stessa perché così facendo si avoca grande soddisfazione nel Paese, nell’amore per le cose, fatte al servizio della persona, che diviene anch’essa appagata”. I relatori sono stati introdotti e moderati da Roberto Rosseti, già vice direttore TG1 Rai. “Tra i numerosi ricordi – ha detto Rosseti -condivisi con Giampiero mi viene da dire che noi siamo stati fortunati. Non abbiamo conosciuto l’odio, non vi erano nemici ma avversari ai quali rapportarsi con lealtà, e lo dimostra quanti oggi sono qui, di tutte le idee. La nostra ansia di libertà era incommensurabile, non veniva mai meno il rispetto per la nostra libertà, né per quella degli altri ed anche per quella di chi non ce la dava. Mettevamo buona fede nella politica, per tutelare le idee”. Infatti ciò è confermato anche da Bruno Astorre, Vice Presidente del Consiglio Regionale del Lazio che si è seduto sui banchi della Provincia di Roma con Giampiero Arci. Eravamo uniti comunque per capire insieme forme di dialogo e terreni praticabili a beneficio della collettività. Giampiero era forte e dedito alla condotta dell’ascolto oltre ogni presunzione, autosufficienza, senza uno spartiacque di cui si sta oggi abusando tra dirigenti e cittadini. Giampiero è una testimonianza di come su terreni diversi si possa essere disinteressato, desideroso di contribuire al bene comune”. Tutto ciò senza dimenticare mai lo studio, ribadisce Rosseti. “Giampiero Avvocato – ha detto il Giudice Fabio Massimo Gallo Presidente di Sezione Lavoro presso la Corte di Appello di Roma – agiva nella convinzione che il proprio assistito fosse nel giusto in sostanza nel medesimo impegno sociale che era solito mettere in politica, intesa come qualcosa di onesto verso gli altri, una chiamata verso una grazia, un impegno sano come quegli oneri avviati negli anni 60-70, non sulla scelta del comando. Allora i rapporti erano basati non sull’odio ma sul confronto perché cosa è proporre proprie idee, altro è disprezzare le idee altrui. La vita politica italiana si è imbarbarita in tutti i settori, si è accentuata la tendenza allo scontro, si denigra l’avversario, non c’è più rispetto per la res publica, non c’è più la considerazione della politica come esercizio altissimo di gestione della collettività. La corruzione è all’ordine del giorno e la perdita di slancio sta producendo quel distacco tra classi politiche e cittadini. I valori di Giampiero sono con noi e c’è bisogno di vocazioni per difendere la politica e non di chiamate per altri fini”. “In Giampiero – ha detto Rossella Prestinenzi Parisi Direttrice Centri di riabilitazione Opera Sante De Sanctis onlus – vi erano tutte le funzioni primarie della relazione. In uno dei tanti appuntamenti in regione quando egli fu presidente del collegio dei revisori dei conti della RL, lo incontrai. Gli erano proprie l’accoglienza dell’altro, il piacere dell’ascolto, dell’agire e definiva le anime con cui lavoriamo ‘leggere’, pure, non appesantite dalla realtà. Nell’incontro con i nostri ragazzi ha trovato da subito sensazioni di completezza, un luogo magico di contro ai luoghi del quotidiano dove la fretta riusciva a far scomparire l’essenza, quella stessa essenza che Giampiero invece voleva rinvenire e condividere. A testimonianza come diceva egli stesso che anche i soggetti più fragili possono ribaltare gli schemi ed essere parte integrante della società civile. I normali devono conoscere questi ragazzi, si deve vivere l’impalpabilità del loro tempo e sapere che siamo noi e non loro l’anello fragile della società. Abituata a dare spazio a segni mentali e non grafici, Giampiero mi ha lasciato fatti ed un taccuino senza parole inutili”. “Con me – ha detto Ruggero Di Biagi Segretario Nazionale UGL Medici – ho ad esempio un documento originale del 1976 che testimonia come quei giovani attivi della politica siano incredibilmente divenuti le attuali autorità dello Stato, ove nessuno ci pensava, neanche loro. Giampiero era tra questi. Ma di lui il ricordo più forte è quando anche nella malattia perseverava nel pensare agli altri, come ha fatto anche con me. Quando si sta male si pensa a se stessi, è raro che accada altro. Egli ci ha mostrato come una vita estremamente chiusa possa trasformarsi in un’esistenza legittimamente aperta e per questo di imperitura memoria”. “Giampiero – ha detto Emilio Cosentino Ispettore sanitario Ministero della Salute U.V.A.C. Parma – suo fedelissimo collaboratore insieme a Ruggero Di Biagi, a Fabrizio Menzione, non si stancava mai di ripetere che in Europa - quando egli ci ha insegnato cos’era l’Aiccre la sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, cosa gli enti locali potessero ricevere dall’Europa – ebbene ribadiva sempre che bisogna andare uniti nella nostra Europa, un messaggio dimenticato e che noi ricordiamo con forza”. Accanto a Roberto Rosseti, un altro giornalista presente tra i relatori ha ritratto Giampiero. E’ Claudio Pompei allora caporedattore della cronaca romana de Il Giornale: “Mai avrei voluto chiudere quella pagina quando arrivò in redazione la notizia della scomparsa di Giampiero nel 2001. Persino io lasciai quella pagina per ultima e scrissi ‘Se ne è andato il gentiluomo della politica’. Mi veniva più facile pensare all’uomo che al politico. Giampiero non guardava ai propri interessi, è stato uno dei pochissimi a credere nella comunicazione tanto ad esempio da essere il fondatore ed editore di Area e lo sarebbe stato di moltissime altre iniziative. Ricordo una circostanza di difficoltà in cui reagì da esempio a tutti noi. Nella Provincia di Roma l’allora presidente Moffa avrebbe dovuto decidere l’Assessore al Bilancio ma nonostante le competenze non fu deciso all’unanimità il nome di Giampiero che invece fu designato per la direzione del gruppo consiliare. Eppure Giampiero non si risparmiò mai e accompagnò i consiglieri nell’attività a sostegno dei cittadini, con spirito di servizio, che viene prima di ogni cosa”. Sulle parole della poesia letta da Enrichetta Arci di una collega avvocato di Giampiero Patrizia Valeri si è chiuso l’incontro, una scossa di vitalità e di Bellezza.Grazie Giampiero.



La Presidente Enrichetta Arci insieme al Sindaco Gianni Alemanno nella gremita sala della Protomoteca.



La S.Messa per la commemorazione di Giampiero nella Basilica
di S.Marco Evangelista.

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