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IL MESSAGGIO ALLA SOCIETÀ CIVILE E POLITICA PER IL RICORDO DI GIAMPIERO ARCI
23.07.2010 Rassegna Stampa

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Un messaggio importante è stato consegnato in queste ore alla società civile e politica in occasione del ricordo annuale del Cav. Avv. Prof. on. Giampiero Arci.

A lanciarlo ed a farsene testimone l’Assessore ai Trasporti e alla mobilità del Comune di Roma Sergio Marchi, il giovane allievo di Giampiero Arci, in parole che non intendono neppure vestirsi di colori politici e che vengono piuttosto rivolte, con forza e commozione, alla società politica e civile tutta.

Uno spunto di riflessione di alto profilo, come i suggerimenti e le opportunità che sapeva dare Giampiero Arci, che parte dall’imput proposto in questo 2010 dall’Associazione Giampiero Arci e dal suo Presidente, sorella di Giampiero, Enrichetta, in merito alla “Politica come vocazione: governare partendo dall’uomo, con l’ascolto, l’azione, la soluzione”.

Alla presenza del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, in prima fila accanto alla famiglia Arci e di tanti amici di Giampiero Arci, senza tralasciare gli avversari ai quali Giampiero riservava il medesimo atteggiamento di lealtà dei colleghi, Sergio Marchi ha riservato per i numerosissimi presenti un ricordo informale e di sostanza, come sarebbe stato gradito allo stesso Giampiero. Nei lineamenti citati, infatti, del Cavaliere Avvocato, nella sua esperienza accanto a lui, ha ricordato cosa vuole dire essere vocati, avere la vocazione in questo caso della politica ed essere chiamati alla responsabilità del fare politica, nell’approccio di una visione con l’uomo al centro.

“La prima volta – ha detto Sergio Marchi - che ho frequentato Vigna Stelluti, l’ufficio immediatamente associabile al lavoro instancabile di Giampiero Arci,  nella metà degli anni 90, mi chiedevo come facesse uno studio ad essere sempre pieno di gente e così caratterizzato da un via vai di persone, note e sconosciute. Giovanissimo e inesperto, mi domandavo ‘forse esigeranno favori, forse gli appuntamenti sanciranno accordi politici’, invece poi mi resi conto che non era certamente tutto qui. Giampiero Arci riceveva tutti nella stessa maniera, dall’imprenditore, alla persona più umile e anonima, con la medesima dignità e cifra umana. Ed era così alle 16 come alle 23, magari non più con la cravatta e in ordine come nel pomeriggio ma con la stessa prontezza, passione, gentilezza, con una stretta di mano, con un motto, con un caffè, con quella professionalità e ironia arguta che contraddistingueva Giampiero e che in poche parole sapeva raggiungere quel senso raro di accoglienza, profondità, umanità e condivisione. Infatti il vero motivo per cui a distanza della sua dipartita, dal 2001, siamo tutti qui, riuniti nella Basilica di S. Marco Evangelista a Piazza Venezia, è questo: il suo relazionarsi e l’essere apprezzato da molti, tanto da costituire con il suo impulso una comunità umana di cui Enrichetta, sua sorella, ne è il testimone, di rapporti non d’interesse ma umani. Ed è su questa tessitura di relazioni, in questa sintesi di rapporti umani e politici che si sviluppavano anche le difficili mediazioni, portate avanti da Giampiero Arci, grande intermediario: con lui situazioni impossibili trovavano soluzione in due ore, grazie al suo carisma e proprio al suo approccio umano. Anche nel periodo della malattia non ricordo un lamento, nel proseguimento indefesso della sua attività. Il grande insegnamento che ci ha lasciato è di mettere nella politica serietà, entusiasmo e tanta tanta umanità. E’ necessario spendersi per la soluzione, donarsi per ‘l’uomo’, come ha fatto Giampiero ma anche fermarsi un attimo a riflettere, nonostante i nostri ritmi convulsi. La gente sa che non tutti i problemi si possono risolvere, capisce quante siano le difficoltà ma ciò che ‘l’uomo’ non accetta è che non si guardi negli occhi, non si dica con lealtà cosa accade e non ci si lasci senza una stretta di mano e magari anche con un abbraccio e con una pacca sulla spalla. Il messaggio più grande per tutti noi, di cui Enrichetta è custode, testimone eccellente, non soltanto come sorella, ma per quanto ha fatto e quanto farà negli anni futuri, per la sua tenacia, per il modo di relazionarsi che ci ricorda Giampiero, per non disperdere questa comunità umana e per dare quel segno di solidarietà, che Giampiero ci ha consegnato ad un livello così alto”.

Tra i politici presenti alla commemorazione di Giampiero Arci, che ad esempio, quale avvocato professionista, docente universitario, politico, è stato pioniere dell’affermazione del ruolo degli enti locali a Bruxelles, al quale oggi sono dedicate anche le “Borse di Studio in Diritto dell’Unione Europea Giampiero Arci”, riferimento in Europa, vi erano: il Vice Presidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli,  il Sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Maria Giro, il Senatore Andrea Augello, Isabella Rauti già Capo Dipartimento del Ministero Pari Opportunità e membro dell’Ufficio di Presidenza della Regione Lazio, i consiglieri comunali di Roma Federico Guidi, Domenico Naccheri e tra i molti consiglieri municipali di Roma Giuseppe Sorrenti, Giovanna Romeo, Giorgio Mori; della società civile il Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti della Camera di Commercio di Roma Giovanni Sapia; dei numerosissimi nel mondo dell’avvocatura il Segretario generale del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati Rodolfo Murra, del mondo accademico i Professori Sergio Marchisio, Antonino Battiati, Geraldo Soricelli, Salvatore Napoli.

Il Sindaco Gianni Alemanno si è intrattenuto con i presenti e uno ad uno li ha salutati insieme ad Enrichetta Arci. Per info www.giampieroarci.it.

 

Roma, lì 23 luglio 2010

 

Info

Associazione “Giampiero Arci”, Piazza Acilia, 3, 00199 Roma, Tel. 0686218899-0686217672; Fax 0686216237; Presidente Prof.ssa Enrichetta Arci arci.enrichetta@fastwebnet.it; Promozione, Immagine, Ufficio Stampa D.ssa Viviana Normando viviananormando@tiscali.it 3356138823; www.giampieroarci.it.

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